Si fa presto a dire smartworking

Prepariamoci oggi per farci trovare pronti in futuro

Stefano Sanvito

Marketing Specialist

L’avvento della pandemia ha accelerato o forzato l’adozione della modalità di lavoro “smartworking” per garantire continuità all’azienda e all’interno di nuove politiche di welfare e gestione del personale.
Nel talk-show organizzato da Studiokom, viene trattato dunque un tema più che mai attuale e che ha assunto grande rilevanze negli ultimi mesi, da strumento di necessità improvvisa ad opportunità di crescita delle PMI.
L’evento ha visto protagonisti Sandro Parisi, CEO di Eudata, Ermanno Boldi di Netwhere, Federico Aleotti di Blackbytes, Francesca Sinigaglia e Giuliana Morelli di Olona international School con la moderazione di Alberto Recupero di Studiokom.

Sandro Parisi, con la sua testimonianza, racconta di come essere passati in maniera così rapida e improvvisa ad una situazione di smartworking (o meglio dire, remote working visto che di smart nel periodo di lock down c’è stato poco) permanente dalla fine di febbraio a causa del lockdown, non abbia portato stravolgimenti in Eudata.
“Dal 24 febbraio abbiamo deciso di chiudere i nostri uffici per tutelare la salute dei nostri dipendenti e dei loro familiari. – afferma Sandro – Quella dello smartworking era una situazione già collaudata ed abbiamo fin da subito avuto tutti gli strumenti e le competenze per continuare ad essere efficienti ed operativi senza grandi difficoltà”

Per quanto riguarda i clienti, che nel caso di Eudata, sono in prevalenza grandi aziende, Sandro spiega come questi hanno avuto la necessità di mantenere il servizio ma di ristrutturare il proprio modello operativo a causa della situazione di emergenza.

Le complessità del remote working in ambito Customer Service sono legate al fatto del dover trasferire tutti gli strumenti di lavoro a casa dell’operatore per consentire alla persona di svolgere piena efficacia le sue mansioni.
“Chi aveva investito in tecnologie moderne ha mantenuto la competitività mentre le aziende che non lo avevano fatto si sono trovate impreparate ad hanno perso parte dei loro vantaggi competitivi”- spiega Sandro – “Alcuni dei nostri clienti hanno fatto operazioni rapide avendo buone infrastrutture mentre in altri casi i processi sono stati più lenti”
Eudata è stata protagonista di un caso di successo con uno dei principali gruppi assicurativi italiani, supportando il cliente nel processo di passaggio da lavoro in ufficio ad una situazione di smartworking permanente in tempi rapidissimi “In soli 3 giorni abbiamo garantito al nostro cliente di consentire a 300 operatori di lavorare da casa e abbiamo assicurato la continuità del servizio; indubbiamente una tecnologia scalabile e flessibile come la nostra ha fatto la differenza”.
In seconda battuta, una volta che l’azienda è diventata pienamente operativa da remoto, l’esigenza principale è legate all’ottimizzazione dei costi; la soluzione a questo obiettivo, come spiega Sandro, si traduce in processi di automazione.
“Mediante i sistemi di automazione, detti BOT, gestiamo un traffico di sei milioni di conversazioni al mese in maniera automatica. – spiega Sandro – Automatizzare vuol dire scaricare un operatore dai processi a basso valore aggiunto e migliorare le performance dell’azienda.”

Ermanno Boldi di Netwhere, racconta l’esperienza legata all’aumento del 50% del traffico internet nel periodo iniziale del lockdown: “Le aziende ci chiedevano di aumentare in un solo giorno la banda loro disposizione. Di solito ci vogliono 3 mesi per averla” – spiega – Oggi è necessario che le società investano nelle tecnologie a partire dalle loro specifiche esigenze per poter affrontare nel migliore dei modi situazioni di smartworking ed essere efficienti”

Francesca Sinigaglia e Giuliana Morelli di Olona International School, raccontano di come “bambini e ragazzi ci hanno stupito per spirito di adattamento e per la capacità di usare gli strumenti che hanno consentito di svolgere con successo le attività didattiche” mentre Federico Aleotti di Blackbytes sottolinea l’importanza per le imprese, in situazioni di smartworking, di dotarsi di strumenti moderni ed innovativi che permettano di gestire processi e dati a distanza.

La sessione si conclude sottolineando come oltre alle buone tecnologie saranno competenza e persone di valore, gli elementi fondamentali che permetteranno alle imprese di essere competitive e di avere successo nel presente e nel futuro.

Il suggerimento che emerge in modo netto dalla tavola rotonda è quello di far tornare centrali gli investimenti tecnologici. Sarà infatti l’informatizzazione del business uno dei motori della ripresa e una fonte di enorme competitività per le imprese.

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